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Fattura elettronica emessa in ritardo? 5 consigli utili

Sul termine di emissione delle fatture elettroniche, dal primo ottobre 2022 sono state introdotte alcune modifiche. Sebbene la normativa vigente sembri disciplinare in modo chiaro la questione, si potrebbero creare alcune difficoltà a livello pratico. 

La regola generale prevede che una fattura sia emessa solo quando sia conclusa l’operazione, ossia nel momento in cui l’IVA diviene esigibile. Nel caso della fattura elettronica, l’emissione coincide con il momento della trasmissione (o invio) tramite il Sistema d’Interscambio, gestito dall’Agenzia delle Entrate. 

Cosa succede allora se si emette in ritardo? Quando dovrebbe essere trasmessa?

Di seguito 5 consigli utili per evitare l’emissione tardiva di una fattura elettronica, chiarendo quali siano i termini e quali le relative sanzioni, o come muoversi nel caso tu sia in regime forfettario. 

1. Ricorda i termini di emissione previsti

Il termine di emissione è stato stabilito dall’art. 6 del DPR n. 633/72 e riguarda principalmente due tipologie di fattura: immediata e differita.

  • Per la trasmissione al SdI, la fattura elettronica immediata (ossia una fattura ordinaria in cui la data di emissione corrisponde al giorno in cui l’operazione è stata effettuata), deve essere inoltrata entro 12 giorni dalla data in cui è avvenuta l’operazione, anche se la scadenza ricorre in un giorno festivo. Si tratta di una novità introdotta di recente dal cosiddetto Decreto Crescita.

  • Per quanto riguarda la fattura elettronica differita (riferita a una tipologia di operazione per la cessione di beni o servizi, documentati da un DDT o simili), può essere emessa e inviata entro il 15 del mese successivo a quello in cui l’operazione viene effettuata, e per cui è dovuto in toto o in parte il compenso. 

In caso di scarto della fattura 

Nel caso in cui la fattura elettronica sia stata rifiutata dal SdI, l’invio corretto deve avvenire entro i 5 giorni dalla data di notifica dello scarto. 

Quest’ultima contiene sempre la tipologia di errori commessi, tramite specifici codici. 

2. Evita le sanzioni 

Se prima di ottobre 2022 erano previste delle deroghe, superare il termine ultimo di emissione dopo questa data significa andare incontro a severe sanzioni (si guardi l’art. 6 del D.Lgs. 471/1997): 

  • In caso di omessa / tardiva / errata fatturazione, si ha una sanzione dal 90% al 180% con un minimo di 500 euro.

  • Per violazione della fatturazione che non modifica la liquidazione iva, è prevista una sanzione da 250 euro a 2.000 euro.

  • Per violazione fatturazione di operazioni non imponibili, esenti, non soggette a iva o reverse charge, la sanzione va dal 5% al 10% dei corrispettivi con un minimo di 500 euro. Se la violazione non influisce sulla liquidazione iva o a scopi per la determinazione del reddito,  la sanzione applicabile va da un minimo di 250 euro a un massimo di 2.000 euro

  • Per violazione meramente formale: nessuna sanzione.

* Se la violazione coinvolge adempimenti diversi connessi alla fatturazione di una stessa operazione, la sanzione si applica una sola volta.

3. Aiutati con il ravvedimento operoso

Prima di correre ai ripari, è bene sapere che le sanzioni sopra citate possono essere ridotte tramite l’istituto del ravvedimento operoso, regolato dall’art. 13 del DL n. 472/1997:

  • Riduzione di 1/9: entro 90 giorni dalla data di omissione o dell’errore.

  • Riduzione di 1/8: entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno della violazione.

  • Riduzione di 1/7: entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo della violazione.

  • Riduzione di 1/6: oltre il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo della violazione.

4. I nuovi obblighi per i forfettari

Il 1° ottobre 2022 è stato decisivo per i forfettari. Prima di questa data erano possibili diverse agevolazioni, introdotte dall’art. 18 c. 3 del DL 36/2022, con cui i soggetti interessati potevano evitare le sanzioni per invio tardivo, in caso di emissione entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. 

Con l’abolizione delle deroghe, i soggetti in regime forfettario devono emettere la fattura elettronica entro i termini ordinari dei 12 giorni. 

Anche in questo caso, resta tuttavia possibile il ravvedimento operoso.  

Crea fatture in regime forfettario

5. Consulta il commercialista

Sebbene possa sembrare banale, chiedere aiuto al commercialista può rivelarsi la giusta strategia. 

Come professionista, questi può avere un ruolo attivo nell’individuare e suggerire, in base alle competenze di settore, procedure tempestive di correzione, in caso di sanzioni o possibili errori commessi sull’emissione tardiva delle fatture. 

È inoltre in grado di effettuare verifiche mirate, in linea con la normativa vigente, anticipando soluzioni adatte al tuo caso. Il tempo è denaro quando si parla di ritardi!

Denise Rotondi