Cosa sono i buoni acquisto, perché le aziende li utilizzano e li propongono ai propri clienti? Noti anche come voucher, buoni sconto o coupon regalo, i buoni acquisto rientrano a pieno titolo tra gli strumenti di pagamento alternativi al contante.
Come vedremo, emetterli è semplice e possono essere utili per incentivare le vendite, fidelizzare i clienti esistenti, attirarne nuovi, aumentare la brand awareness e molto altro.
In questo articolo ci concentreremo proprio sui buoni acquisti: vedremo in dettaglio cosa sono, come funzionano, perché sono utili e qual è la normativa di riferimento.
Cosa sono i buoni acquisto
Partiamo proprio dall'inizio: cosa sono i buoni acquisto? Come abbiamo anticipato, potrai vederli nominati anche come gift card, coupon regalo o voucher.
Si tratta di strumenti che le aziende, a loro discrezione, possono decidere di emettere e possono utilizzati come strumento alternativo al denaro contante.
Si tratta quindi di una carta, generalmente in formato digitale o fisico plastificato, che l’esercente vende al richiedente a un importo fisso.
Questa carta può poi essere utilizzata all'interno del negozio fisico, online e, se previsto, presso tutte le attività convenzionate.
Dal punto di vista legale, si tratta di un documento di legittimazione, come stabilito dall'articolo 2002 del codice civile italiano.
Questo significa che chi possiede il buono acquisto, cioè il portatore del titolo, ha il diritto di ricevere una prestazione, ovvero una fornitura di beni o servizi pari al valore riportato sul buono acquisto.
Un aspetto importante alla base dei buoni acquisto è che hanno un valore fisso, ad esempio di 25 o 50 euro.
Questi strumenti sono utilizzati da una molteplicità di attività, soprattutto da brand molto conosciuti, catene di negozi di abbigliamento, negozi di scarpe, ma anche da altre attività come pasticcerie o negozi di animali, sono solite utilizzare lo strumento del buono acquisto.
Ma perché esistono questa tipologia di servizio e perché le aziende decidono di utilizzarla?
Perché rappresentano un importante strumento di marketing: possono essere un'idea regalo per molti consumatori e permettono anche di fidelizzare i clienti esistenti, di attirarne di nuovi e di incentivare gli acquisti ricorrenti presso la loro stessa catena di negozi.
Come funzionano i buoni acquisto
Vediamo ora più in dettaglio come funzionano questi buoni acquisto. Tutto parte da una decisione presa dall’attività commerciale, che sceglie di generare dei buoni acquisto.
Chiaramente, si adopererà per pubblicizzarli e rendere nota la loro esistenza alla propria clientela.
L’azienda prevede diversi buoni acquisto di valori definiti e li vende ai clienti interessati.
Questi ultimi potranno utilizzarli secondo i canali previsti: direttamente presso il negozio, pagando quindi con il buono acquisto invece che con denaro contante o con altri strumenti di pagamento digitale, oppure online negli store o presso altre attività con cui l’azienda ha deciso di stringere una collaborazione.
Generalmente, una volta ricevuto il buono acquisto, il venditore scansiona il QR code o una banda magnetica e l’importo speso viene detratto, proprio come avviene con una carta di debito tradizionale.
Il buono acquisto sarà valido fino alla data di scadenza e fino all’esaurimento dei fondi disponibili.
La presenza di piattaforme digitali che permettono di tracciare i buoni acquisto, di vedere quanti se ne vendono, il loro utilizzo, le date di emissione, di riscatto e la validità, sicuramente aumenta la capacità delle aziende di gestire i propri flussi di cassa.
Grazie al buono acquisto si ha l’opportunità di raccogliere dati importanti sui comportamenti dei clienti e di evitare rischi di frodi, doppio utilizzo o errori contabili.
Probabilmente è superfluo parlare di esempi di buoni acquisto: di questi li vediamo ovunque, sono diffusi presso grandi catene.
Li prevede Amazon ma anche altre catene note come H&M o Zara. Celebri sono anche i buoni digitali, ad esempio emessi da Spotify o Netflix.
Un'adozione così diffusa da parte di grandi brand da sola spiega l’utilità e l’efficacia dello strumento.
5 vantaggi dei buoni acquisto per le aziende
Dal punto di vista delle aziende, ci sono diversi vantaggi che dovrebbero spingerle a utilizzare questo strumento. Ecco i principali:
1. Fidelizzazione della clientela
Tanto per cominciare, si parte dalla fidelizzazione della clientela: un cliente che possiede un buono acquisto presso un’attività tenderà a recarsi sempre da questa per continuare gli acquisti.
2. Gestione più semplice dei resi
I buoni acquisto permettono una gestione più semplice dei resi, poiché l’azienda, in caso di prodotto malfunzionante o che non soddisfa le esigenze del cliente, può direttamente riaccreditare la cifra su quella che a tutti gli effetti è una sorta di carta di debito.
3. Ottimizzazione delle vendite
I buoni acquisto permettono anche di ottimizzare le vendite, poiché chi lo utilizza è generalmente un cliente ormai fedele, che può così accedere a una serie di sconti correlati.
4. Opportunità di marketing e branding
Il buono acquisto si dimostra anche un’ottima opportunità di marketing e branding, perché il voucher può essere personalizzato con slogan e marchi dell’azienda. Il ritorno d’immagine è dunque ottimale anche considerando l’investimento minimo necessario per emetterli,
5. Acquisizione di dati importanti
I buoni acquisto infine sono utili anche per acquisire dati importanti: durante l’emissione, l’attività commerciale può chiedere, ad esempio, di iscriversi alla newsletter, partecipare a sondaggi o scaricare un’app. In questo modo, diventano anche un ulteriore strumento per promuoversi.
Normativa sui buoni acquisto
Come ogni aspetto legato ai pagamenti e alla gestione del denaro, bisogna ovviamente anche tener conto, prima di emettere i propri buoni acquisto, della normativa di riferimento.
La nostra normativa distingue tra due tipologie di buoni acquisto:
Buoni monouso, che il cliente può utilizzare per un’unica operazione e per i quali l’IVA è dovuta al momento dell’emissione del buono
Buoni multiuso, che possono essere utilizzati per più operazioni e presso più esercizi convenzionati e in questo caso l’IVA viene calcolata di volta in volta al momento dell’utilizzo.
La distinzione tra buoni monouso e multiuso è la principale regola da tenere a mente ed è stata recepita in Italia dal decreto legislativo 141 del 2018.
Dal punto di vista contabile, come azienda, i buoni acquisto vanno inseriti nel registro contabile alla voce passività al momento della riscossione; ovviamente, quello che viene incassato va poi registrato nei ricavi e successivamente va applicata l’IVA.
È inoltre obbligatorio, come stabilito dalla legge, stabilire una data di scadenza del buono acquisto.
Come creare un buono acquisto
Siamo sicuri ti interessa ora sapere come creare dei buoni acquisto per la tua azienda introducendo una novità che possa aiutarti ad acquisire un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.
La buona notizia è che realizzare un proprio buono acquisto è semplice e alla portata di tutti. Vediamo i passaggi fondamentali:
Decidi la tipologia di buono acquisto
Creare un buono acquisto non è un’operazione molto difficile. La prima cosa da fare è decidere la tipologia: come abbiamo visto, ne esistono due, buoni acquisto monouso e multiuso.
Scegli il formato del buono acquisto
La seconda distinzione da fare è decidere che tipologia di buono acquisto emettere. Il più semplice è il buono acquisto digitale che lo invierai direttamente tramite email o tramite QR code, e-mail o WhatsApp.
In alternativa potresti decidere anche di stampare il buono acquisto e quindi venderlo in formato cartaceo o plastificato.
Definisci il valore e la quantità dei buoni acquisto
Dovrai poi decidere due cose: il valore dei buoni acquisto e quanti metterne a disposizione.
Per semplicità, ad esempio, puoi prevedere solo 4 importi variabili, magari da 25/50/75/100 euro. Poi puoi decidere se il buono acquisto è monouso o multiuso.
Specifica validità e termini d’uso
Ti ricordiamo inoltre di specificare la validità, cioè la data di scadenza del buono acquisto, nonché tutti i termini d’uso che hai deciso, così che il cliente possa sapere tutte le informazioni e il funzionamento del voucher. Specifica inoltre se è cumulabile, se è rimborsabile, se è frazionabile, eccetera.
Genera il codice univoco e traccia l’utilizzo
Una volta decise queste cose, non ti resta che generare un codice univoco, assegnare valore e scadenza, e quindi tracciare l’utilizzo del buono.
Per farlo puoi utilizzare numerose piattaforme professionali specifiche per questo servizio.
Esistono tanti software che permettono oggi di emettere dei voucher o dei buoni acquisto e in pochi minuti generarli e gestirli in modo semplice ed efficace.
Buoni acquisto: le conclusioni
In conclusione, oggi ci siamo focalizzati sui buoni acquisto, scoprendo che possono essere un interessante strumento di marketing che tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione, possono pensare di implementare.
Possiamo definirlo come un alleato strategico per tutte le aziende orientate al futuro, che desiderano aumentare la fidelizzazione dei clienti, spingere le vendite e semplificare anche la gestione amministrativa.
L’importante è rispettare le norme dal punto di vista fiscale e ricordarsi di specificare tutti i termini e le condizioni.
Messo a punto tutto ciò, non ti resta che iniziare subito a creare e pubblicizzare i tuoi nuovi buoni acquisto.
FAQ sui buoni acquisto
Perché le aziende usano i buoni acquisto?
Come contabilizzare i buoni acquisto?
Quanto dura un buono acquisto?
Che differenza c'è tra buoni pasto e buoni acquisto?