Se gestisci un'attività commerciale o stai pensando di aprirne una, non puoi fare a meno di sapere come si emette uno scontrino fiscale.
Questo documento è più di una semplice ricevuta: certifica le transazioni commerciali e garantisce che siano conformi alle normative fiscali.
In questo articolo, ti guideremo attraverso tutto ciò che c'è da sapere sullo scontrino fiscale: dalla normativa di riferimento fino ai metodi migliori per correggerlo in caso di errori.
Cos’è lo scontrino fiscale?
Lo scontrino fiscale è un documento che i commercianti al minuto sono tenuti a emettere ogni volta che effettuano una vendita di beni o servizi al dettaglio.
Questo strumento, introdotto per la prima volta negli anni ’80 in Italia, rappresenta una prova della transazione e ha un ruolo cruciale nella tracciabilità fiscale.
Originariamente cartaceo, con l'avvento dello scontrino elettronico è passato a una forma digitale, al fine di rendere il processo più efficiente e facilitare la trasmissione delle informazioni all’Agenzia delle Entrate.
A cosa serve lo scontrino fiscale?
Lo scontrino fiscale svolge due principali funzioni:
Attesta la vendita di beni o servizi, fornendo al consumatore un documento utile per eventuali restituzioni o garanzie;
Riporta l'aliquota IVA applicata e l'importo esatto dell'imposta, così da informare il consumatore delle tasse pagate e aiutare il commerciante a contabilizzare correttamente l'importo da versare allo Stato.
Differenza tra scontrino fiscale, non fiscale e parlante
Non tutti gli scontrini sono uguali! Impara a differenziare lo scontrino fiscale dallo scontrino non fiscale e dallo scontrino parlante.
Lo scontrino non fiscale è un semplice promemoria di vendita che può essere utilizzato per acquisti interni o altre transazioni in cui non è richiesta una dichiarazione ai fini fiscali. Infatti, a differenza dello scontrino fiscale, non contiene informazioni sull’IVA e non va trasmesso all'Agenzia delle Entrate.
Nel settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), può essere emesso come alternativa allo scontrino fiscale, a patto che i corrispettivi giornalieri siano comunicati all'Agenzia delle Entrate entro il 15 del mese successivo.
Lo scontrino parlante invece è una particolare categoria di scontrino fiscale pensata per l'acquisto di beni deducibili o detraibili, come i farmaci.
Oltre alle informazioni standard del classico scontrino fiscale, contiene i dati del cliente (tra cui il codice fiscale) e una descrizione dettagliata dei beni o servizi acquistati.
Chi deve emettere lo scontrino fiscale?
Lo scontrino fiscale deve essere emesso da tutti i soggetti che effettuano operazioni imponibili, cioè quelle soggette al pagamento dell'IVA, e che sono obbligati a certificare i corrispettivi.
In particolare, in questa categoria rientrano:
Commercianti al dettaglio, ovvero coloro che vendono beni direttamente al pubblico (negozi di abbigliamento, supermercati e alimentari ed elettronica);
Ristoratori;
Artigiani che forniscono servizi direttamente ai clienti finali, come i parrucchieri, i meccanici, gli idraulici e gli elettricisti;
Professionisti dei servizi, come gli albergatori, i tassisti e i gestori di palestre, centri benessere;
Attività di intrattenimento (cinema, teatri e parchi di divertimento).
Alcuni soggetti sono esenti dall’emissione dello scontrino fiscale. Ad esempio, alcune categorie professionali, come medici e avvocati, sono tenuti solo a emettere una fattura per certificare le loro prestazioni. Questo perché le loro operazioni rientrano in un regime di certificazione dei corrispettivi diverso.
Scontrino fiscale: cosa deve contenere?
Per essere valido ai fini fiscali, uno scontrino deve contenere:
Dati dell’esercente, come la ragione sociale o il nome e cognome dell'emittente e il numero di partita iva dell'emittente
L'ora e la data di emissione
Il numero progressivo dello scontrino
Il logotipo fiscale e il numero di matricola della macchina usata per produrre lo scontrino
La descrizione dei prodotti o servizi venduti con i corrispettivi parziali
Aliquota dell’iva e importo calcolato
Eventuali sconti o correzioni
Subtotali
Rimborsi
Totale dovuto in evidenza
Lo scontrino deve essere dettagliato per evitare fraintendimenti, sanzioni o richieste di chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Scontrino fiscale: normativa di riferimento
Lo scontrino fiscale in Italia è disciplinato da un quadro normativo ben definito.
L'obbligo di documentare ogni transazione è sancito dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, che ha istituito la tassa IVA.
Tuttavia, è solo con la legge 26/01/1983 n. 18, che è stato introdotto l’obbligo per certe categorie di contribuenti di emettere lo scontrino fiscale utilizzando speciali registratori di cassa.
Questa legge è stata abrogata con il Decreto Legislativo n. 127/2015 che ha introdotto un'importante innovazione: lo scontrino elettronico.
In pratica, con questa legge, è stata stabilita la possibilità che gli esercenti potessero trasmettere i corrispettivi giornalieri all'Agenzia delle Entrate grazie a un registratore di cassa telematico e alla fatturazione elettronica.
Questa possibilità è poi diventata un obbligo per gli operatori economici con un volume d’affari superiore a 400.000 euro dal 1° luglio 2019 e poi per tutti gli operatori dal 1° gennaio 2022.
Sanzioni previste
Se non segui le regole riguardanti l'emissione dello scontrino fiscale o non trasmetti i corrispettivi, potresti incorrere in sanzioni amministrative e fiscali.
In base all’art. 1 della Legge di Bilancio 2021 (commi 1109-1115):
la mancata, tardiva, incompleta o errata memorizzazione o trasmissione dei dati, così come un funzionamento irregolare del registratore di cassa telematico, comportano una sanzione pari al 90% dell’imposta, con un minimo di 500 euro;
una violazione di natura formale comporta una sanzione di 100 euro;
se commetti una violazione ripetuta per quattro volte in cinque anni o se i corrispettivi superano i 50.000 euro, puoi affrontare la sospensione della licenza per un periodo variabile (minimo tre giorni, massimo sei mesi);
la mancata manutenzione del registratore o l’omessa verifica periodica possono comportare una sanzione che va da 250 a 2.500 euro;
se non installi il registratore, le sanzioni variano da 1.000 a 4.000 euro.
Cos’è cambiato con lo scontrino elettronico?
Dal 1° gennaio 2020, tutti i venditori al dettaglio sono obbligati a emettere lo scontrino fiscale elettronico. Che cos’è cambiato?
Rispetto allo scontrino tradizionale, le informazioni sono generate automaticamente dai registratori di cassa telematici e trasmesse direttamente all'Agenzia delle Entrate.
Eliminando la necessità di conservare gli scontrini in formato cartaceo, questo sistema ha reso più efficiente il controllo fiscale e ha ridotto la possibilità di errori o omissioni nella dichiarazione dei redditi.
Questa innovazione nasce con l’idea di rendere il commercio sempre più digitale e accessibile, proprio come la possibilità di ricevere pagamenti con carta senza POS.
Chi è esonerato dallo scontrino elettronico
Non tutti gli operatori commerciali sono obbligati a trasmettere elettronicamente i corrispettivi giornalieri.
Secondo il Decreto del 10/05/2019 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, i seguenti soggetti sono esonerati:
Tabaccai
Giornalai
Librai
Tassisti
Ambulanti
Calzolai
Venditori di prodotti agricoli
Per questo tipo di attività, gli operatori sono tenuti ad annotare le transazioni nel registro dei corrispettivi e rilasciare ricevute o scontrini cartacei.
Come correggere uno scontrino fiscale
Hai mai avuto la necessità di correggere uno scontrino fiscale? Qui di seguito ti presentiamo i tre casi principali e le relative procedure per annullare uno scontrino sbagliato.
1. Scontrino sbagliato, ma non ancora emesso
Se ti accorgi di aver digitato l'importo sbagliato, ma non hai ancora emesso lo scontrino, puoi facilmente rimediare l’errore, basta che:
inserisci l'importo sbagliato con segno negativo nel registratore di cassa, in modo da annullarlo (in termini tecnici, viene chiamato storno di un pagamento).
inserisci l'importo corretto.
Questo metodo permette di risolvere l'errore prima che lo scontrino venga registrato in modo definitivo.
2. Scontrino sbagliato, emesso ma non ancora rilasciato al cliente
Se hai già stampato lo scontrino, ma non lo hai ancora consegnato al cliente, dovrai procedere in più passaggi.
Traccia una barra diagonale sullo scontrino e scrivi la parola "annullato".
Firma lo scontrino per certificare l'annullamento dell’operazione.
Alla fine della giornata, allega lo scontrino annullato alla chiusura giornaliera del registratore di cassa.
Inserisci la differenza tra gli incassi reali e lo scontrino annullato nel registro dei corrispettivi.
3. Scontrino sbagliato ma già rilasciato al cliente
Ancora diverso è il caso in cui lo scontrino è già stato consegnato al cliente e non può essere annullato perché il cliente se n’è già andato.
Per rimediare, dovrai annota l'errore sul registro dei corrispettivi il prima possibile insieme al numero dello scontrino errato e l'ora di emissione. Infatti, se il cliente viene fermato per un controllo e non è presente l'annotazione nel registro, rischiate una sanzione amministrativa.
Se riesci a rintracciare il cliente, puoi procedere come nel punto 2: annullare lo scontrino errato e rilasciarne uno corretto.
Conclusione
Lo scontrino fiscale è uno strumento fondamentale per gestire le vendite e garantire la trasparenza nei rapporti con il Fisco.
Se vuoi evitare sanzioni, è fondamentale tenere a mente le differenze tra le varie tipologie di scontrini e adeguarsi alle nuove normative, come quella che ha reso obbligatorio lo scontrino elettronico.
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FAQ sullo scontrino fiscale
Cos’è lo scontrino fiscale e chi deve emetterlo?
Quali dati deve contenere uno scontrino fiscale?
Che differenza c’è tra scontrino fiscale, scontrino parlante e fattura?
Quando si può sostituire lo scontrino fiscale con la fattura?