Che cos'è la liquidazione IVA in Italia e come si fa

Pubblicato • 06/10/2025

Fiscalità e normative

La liquidazione IVA è uno degli adempimenti fiscali più importanti per tutte le imprese e i professionisti italiani titolari di partita IVA

In parole semplici, è il processo attraverso cui si determina quanto un soggetto deve versare allo Stato o quanto può riportare come credito. 

Non stiamo parlando di una raccomandazione, ma di un obbligo di legge che riguarda praticamente chiunque svolga un’attività economica in Italia, salvo alcune eccezioni specifiche, come il regime forfettario.

In questo articolo, scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sulla liquidazione dell’IVA per le aziende e i professionisti interessati.

Definizione di liquidazione IVA e normativa

La liquidazione periodica dell'IVA trova il suo fondamento normativo nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972, meglio conosciuto come "Decreto IVA". 

Questo testo ha subito nel corso degli anni numerose modifiche e integrazioni:

La liquidazione IVA non è solo un calcolo matematico, ma un vero e proprio strumento di controllo fiscale che permette all'Agenzia delle Entrate di monitorare costantemente i flussi di imposta.

Il principio alla base è elementare. Si confronta l'IVA che hai incassato dai tuoi clienti (IVA a debito) con quella che hai pagato ai tuoi fornitori (IVA a credito). 

La differenza determina se devi versare all'erario oppure se hai un credito da utilizzare nei periodi successivi.

Per chi decide di aprire un'attività o per chi vuole comprendere meglio questo meccanismo, è fondamentale sapere che la liquidazione IVA si basa sui registri fiscali obbligatori: 

  • Registro delle fatture emesse 

  • Registro degli acquisti 

  • Registro dei corrispettivi

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Questi documenti costituiscono la fonte primaria dei dati necessari per il calcolo dell'imposta dovuta.

Liquidazione IVA in Italia: mensile e trimestrale

Si può decidere se versare l’IVA su base mensile o trimestrale. Tuttavia la scelta non è lasciata al libero arbitrio, ma è determinata dal volume d'affari realizzato nell'anno precedente. 

Secondo la normativa, sono obbligati alla liquidazione mensile i soggetti che nell'anno solare precedente hanno realizzato un volume d'affari superiore a 500.000 euro per le prestazioni di servizi o professioni, oppure superiore a 800.000 euro per tutte le altre attività.

Per i soggetti che non superano queste soglie, la liquidazione trimestrale rappresenta un'opzione preferibile. Come puoi intuire la maggior parte delle piccole attività in Italia versa l’IVA su base trimestrale.

La scelta della periodicità deve essere comunicata in sede di dichiarazione IVA annuale o, per le nuove attività, nella dichiarazione di inizio attività. Una volta effettuata la scelta, questa rimane vincolante per l'intero anno solare. 

Calcolo della liquidazione IVA: la formula base 

Il calcolo della liquidazione IVA si basa su una formula apparentemente semplice. IVA a debito meno IVA a credito uguale IVA da versare (se positiva) o credito da riportare (se negativa).

L'IVA a debito è data dall'imposta applicata sulle operazioni, cioè su tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi che il contribuente effettua nel corso della propria attività. Questa imposta deve essere evidenziata nelle fatture emesse e registrata nell'apposito registro delle fatture. 

L'IVA a credito, invece, è data dall'imposta detraibile relativa agli acquisti di beni e servizi effettuati nell'esercizio dell'attività. 

Non tutta l'IVA pagata sui propri acquisti è però detraibile. Esistono infatti limitazioni ed esclusioni specifiche previste dalla normativa. 

Ad esempio, l'IVA su autovetture, telefoni cellulari e spese di rappresentanza è generalmente indetraibile o detraibile solo parzialmente. 

Quanto appena detto però si applica solo su chi aderisce al regime ordinario, poiché i forfettari non hanno la possibilità di detrarre l’IVA spesa per l’acquisto di beni o servizi. 

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Il ruolo dei registri IVA 

I registri IVA costituiscono la base del sistema di liquidazione periodica e rappresentano uno degli obblighi più importanti per tutti i soggetti passivi IVA. 

Il DPR 633/72 prevede tre tipologie principali di registri. Questi fanno riferimento a: 

  • Fatture emesse: tutte le fatture attive emesse nell'ordine della loro numerazione.

  • Acquisti: tutte le fatture passive, le bollette doganali e le autofatture relative a beni e servizi acquistati nell'esercizio dell'attività.  

  • Corrispettivi: devono essere annotati giornalmente l'importo globale delle operazioni effettuate e l'imposta dovuta, distinta per aliquota.

La corretta tenuta dei registri IVA non è solo un obbligo formale, ma rappresenta la base per il calcolo delle liquidazioni periodiche e per la compilazione della dichiarazione IVA annuale. Errori o omissioni nella registrazione possono comportare sanzioni.

Liquidazione IVA: le scadenze 

Le scadenze per il versamento dell'IVA periodica sono obbligatorie e non ammettono deroghe. 

Per i contribuenti mensili, il versamento deve essere effettuato entro il 16 di ogni mese successivo al periodo di liquidazione. Ad esempio, l'IVA relativa al mese di gennaio deve essere versata entro il 16 febbraio, quella di febbraio entro il 16 marzo e così via.

Per i contribuenti trimestrali, le scadenze sono diverse e prevedono il versamento entro il 16 del secondo mese successivo alla fine di ciascun trimestre. Questo vuol dire che le scadenze sono: 

  • Il primo trimestre (gennaio-marzo) deve essere versato entro il 16 maggio

  • Il secondo trimestre (aprile-giugno) entro il 16 agosto

  • Il terzo trimestre (luglio-settembre) entro il 16 novembre

  • Il quarto trimestre non ha una scadenza specifica in quanto viene liquidato direttamente in sede di dichiarazione annuale entro il 16 marzo dell'anno successivo

Il versamento deve essere effettuato anche in via telematica mediante modello F24, utilizzando i codici tributo specifici per ogni periodo. 

Per i versamenti mensili i codici vanno dal 6001 (gennaio) al 6012 (dicembre), mentre per quelli trimestrali si utilizzano i codici 6031 (primo trimestre), 6032 (secondo trimestre), 6033 (terzo trimestre) e 6034 (quarto trimestre). 

È previsto anche un codice specifico per il versamento dell'acconto IVA il 6013 per i mensili e il 6035 per i trimestrali.

Esempio di liquidazione IVA 

Vediamo due esempi semplificati di liquidazione IVA. Pensiamo a un negozio che nel mese di marzo ha emesso fatture per un totale di 10.000 euro più IVA al 22%, pari a 2.200 euro.

Nello stesso periodo, ha ricevuto fatture di acquisto per 5.000 euro più IVA al 22%, pari a 1.100 euro. 

Il calcolo della liquidazione risulta: 2.200 euro (IVA a debito) meno 1.100 euro (IVA a credito) uguale 1.100 euro da versare entro il 16 aprile utilizzando il codice tributo 6003.

Un caso più complesso riguarda le operazioni con IVA non interamente detraibile. 

Supponiamo un professionista che nel mese ha fatturato 15.000 euro + IVA 22% (3.300 euro) e ha sostenuto i seguenti acquisti: 

  • Materiale per ufficio 2.000 euro + IVA 22% (440 euro, interamente detraibile)

  • Autovettura aziendale 25.000 euro + IVA 22% (5.500 euro, detraibile solo al 40% pari a 2.200 euro)

  • Telefono cellulare 800 euro + IVA 22% (176 euro, indetraibile)

La liquidazione risulta: 3.300 - (440 + 2.200) = 660 euro da versare.  

Gestione dei crediti IVA 

Un altro aspetto da conoscere e collegato alla liquidazione IVA è quello della gestione dei crediti IVA. 

Quando dalle operazioni di un periodo emerge un eccesso dell'IVA a credito rispetto a quella a debito, si genera un credito che può essere utilizzato in diversi modi: 

  • Compensazione con debiti IVA di periodi successivi

  • Compensazione con altre imposte e contributi

  • Richiesta di rimborso

Una particolare attenzione deve essere prestata alla tempistica di utilizzo dei crediti. Il credito IVA derivante dalla liquidazione di un periodo può essere utilizzato in compensazione solo a partire dalla liquidazione del periodo successivo. 

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Per quanto riguarda il rimborso, possono richiederlo tutti i soggetti che abbiano maturato crediti annui superiori a determinate soglie: 2.582,28 euro per i soggetti che svolgono prevalentemente operazioni esenti, 10.000 euro per le imprese di esportazione, 50.000 euro per i soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie. 

Il rimborso deve essere richiesto entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA.

Sanzioni e ravvedimento operoso 

Il sistema sanzionatorio in materia di IVA è particolarmente severo e può comportare oneri significativi per i contribuenti che non rispettano gli obblighi di liquidazione e versamento. 

Per l'omesso versamento dell'IVA, la sanzione base è pari al 25% dell'importo non versato con un minimo di 100 euro. 

Se il versamento viene effettuato entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo in cui è sorto l'obbligo, la sanzione si riduce al 20%.

Il ravvedimento operoso è lo strumento per ridurre le sanzioni in caso di violazioni. Le riduzioni variano in base al tempo trascorso dalla scadenza.

L'Agenzia delle Entrate dispone di sofisticati sistemi di controllo per verificare la correttezza delle liquidazioni IVA presentate dai contribuenti. 

Questi controlli si basano sia su procedure automatizzate che su verifiche puntuali e possono comportare conseguenze significative per i soggetti che presentano irregolarità o incongruenze.

Conclusioni sulla liquidazione IVA 

In definitiva, la liquidazione IVA è indispensabile per tenere in ordine i conti e restare in regola col fisco. Mantenere registri IVA sempre aggiornati e sfruttare il ravvedimento operoso in caso di errori aiuta a contenere sanzioni e imprevisti. 

Grazie alla fatturazione elettronica e ai software contabili, il processo è diventato più snello, ma resta essenziale una supervisione professionale per assicurarsi precisione e conformità.

FAQ sulla liquidazione IVA

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